STUDIO LAFFUSA

CIRCOLARE 16 : STUDI DI SETTORE PER IL PERIODO D’IMPOSTA 2017: PUBBLICATA LA CIRCOLARE ESPLICATIVA

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Con la circolare n. 14/E del 06 luglio 2018 l’Agenzia delle entrate ha fornito i tradizionali chiarimenti annuali in ordine all’applicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo d’imposta 2017.

 

 

 

Con riferimento alla predetta disciplina accertativa è opportuno ricordare che con il D.L. 50/2017 convertito dalla L. 96/2017 il Legislatore aveva previsto l’introduzione già dal periodo d’imposta 2017 dei primi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) che avrebbero dovuto gradualmente sostituire gli studi di settore. Tuttavia, con la successiva Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) lo stesso Legislatore ne ha disposto la proroga di un anno, differendone l’applicazione a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

In assenza di altri provvedimenti normativi, pertanto, pare proprio che il periodo d’imposta 2017 rappresenti l’ultima annualità nella quale troveranno applicazione gli strumenti accertativi rappresentati da studi di settore e parametri, in attesa quindi della definitiva sostituzione con gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) applicabili dal periodo d’imposta 2018.

 

Le novità per il 2017

La modulistica

Per quanto riguarda la modulistica necessaria per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2017 va segnalato che la stessa è stata approvata, insieme alle relative istruzioni, con il Provvedimento direttoriale del 31 gennaio 2018 e che le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi stessi, nonché dei parametri, e dei relativi controlli con il modello REDDITI2018, sono stati approvati con Provvedimento direttoriale del 15 febbraio 2018.

Le principali novità possono essere così riassunte.

Struttura delle istruzioni – eliminazione quadro V

In continuità con quanto avvenuto nei 3 precedenti periodi di imposta, la struttura adottata per la modulistica degli studi di settore afferente il 2017 prevede istruzioni comuni, richiamabili per la maggior parte degli studi di settore, per i quadri A (personale), F (dati contabili impresa), G (dati contabili lavoro autonomo), T (congiuntura economica) e X (altre informazioni rilevanti). La novità riguarda l’eliminazione del quadro V (ulteriori dati specifici) in cui erano richieste informazioni relative alle modalità applicative degli studi nei confronti di determinate tipologie di soggetti, previste dal D.M. 11 febbraio 2008. Tali informazioni non risultano più necessarie, atteso che le stesse sono comunque presenti nei quadri RE-RF-RG del modello REDDITI PF, ENC e SP 2018 e nel quadro RF del modello REDDITI SC 2018 e forniscono l’elencazione delle cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore o di inutilizzabilità in fase di accertamento delle risultanze degli stessi, con l’esplicitazione, in relazione alle diverse casistiche, dell’eventuale presenza dell’obbligo di presentare comunque il modello degli studi di settore.

Istruzioni parte generale – esonero per soggetti colpiti da eventi sismici

Nelle istruzioni Parte Generale è previsto che “i soggetti con residenza o sede operativa in uno dei comuni individuati nell’allegato 2-bis, D.L. 189/2016 (soggetti colpiti dagli eventi sismici del 18 gennaio 2017) e ai commi 1 e 5-ter, articolo 2, D.L. 148/2017 (soggetti residenti nei Comuni di Livorno, Rosignano marittimo e di Collesalvetti colpiti dall’alluvione del giorno 9 settembre 2017 e soggetti residenti nei comuni di Casamicciola terme, Lacco Ameno e Forio dell’isola di Ischia colpiti dagli eventi sismici del giorno 21 agosto 2017) che in ragione della specifica situazione soggettiva dichiarano la causa di esclusione dell’applicazione degli studi di settore relativa al periodo di non normale svolgimento dell’attività, non sono obbligati alla presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore”. Al riguardo, l’informazione relativa alla specifica situazione del soggetto deve essere indicata nella casella Eventi eccezionali – codici 5, 6 e 7 del frontespizio modelli REDDITI2018.

Frontespizio – eliminazione codice per cessazione attività

Il frontespizio dei modelli degli studi di settore non riporta più il codice 5 relativo alla cessazione dell’attività nel corso del periodo di imposta, senza successivo inizio della stessa entro sei mesi dalla sua cessazione. Tale codice risulta non più necessario dal momento che non è più prevista la compilazione del modello per gli studi di settore per i soggetti che cessano l’attività nel corso del periodo d’imposta.

Modello studi “statistico”

Con riferimento ai casi per i quali lo studio di settore seppur compilato viene presentato ai soli fini della acquisizione dei dati (cosiddetto studio “statistico”) la circolare n. 14/E/2018 fornisce una elencazione di codici attività e relativi studi che rientrano in detta casistica:

STUDIO YD14U

- 3.93.00 - Fabbricazione di tappeti e moquette

STUDIO WD17U

- 22.23.01 Fabbricazione di rivestimenti elastici per pavimenti (vinile, linoleum etc.)

- 22.29.02 Fabbricazione di oggetti di cancelleria in plastica

- 32.91.00 Fabbricazione di scope e spazzole

STUDIO WD27U

- 15.12.01 Fabbricazione di frustini e scudisci per equitazione

STUDIO WD28U

- 23.11.00 Fabbricazione di vetro piano

- 23.13.00 Fabbricazione di vetro cavo

- 23.14.00 Fabbricazione di fibre di vetro

STUDIO WD33U

- 32.11.00 - Coniazione di monete

STUDIO WD36U

- 24.20.10 Fabbricazione di tubi e condotti senza saldatura

- 24.20.20 Fabbricazione di tubi e condotti saldati e simili

- 24.42.00 Produzione di alluminio e semilavorati

- 24.43.00 Produzione di piombo, zinco e stagno e semilavorati

- 24.44.00 Produzione di rame e semilavorati

- 24.45.00 Produzione di altri metalli non ferrosi e semilavorati

STUDIO WG31U

- 71.20.21 Controllo di qualità e certificazione di prodotti, processi e sistemi (limitatamente ai soggetti che svolgono prevalentemente l’attività di revisione di autoveicoli e motoveicoli a norma di legge)

STUDIO YG61U

- 47.79.40 Case d'asta al dettaglio (escluse aste via internet)

STUDIO WG79U

- 77.21.01 Noleggio di biciclette

STUDIO VM87U

- 47.11.10 – Ipermercati

STUDIO VM88U

- 46.21.21 - Commercio all'ingrosso di tabacco grezzo

- 46.35.00 - Commercio all'ingrosso di prodotti del tabacco

Quadro A – Personale addetto all’attività

Le istruzioni alla compilazione del quadro A sono state aggiornate con l’inserimento di alcuni incisi e “attenzioni” finalizzati a chiarire che, benché talune tipologie di contratti siano state soppresse a seguito dell’attuazione del “Jobs Act”, le stesse continuano a trovare applicazione (e quindi ad essere dichiarate) laddove venute ad esistenza prima dell’entrata in vigore della norma di attuazione del citato “Jobs Act” (25 giugno 2015). Ci si riferisce in particolare a:

- forme di collaborazione “a progetto” disciplinate dagli articoli 61 e ss., D.Lgs. 276/2003;

lavoro ripartito;

- associazioni in partecipazione che prevedono l’apporto di lavoro da parte dell’associato persona fisica.

Quadro F – Elementi contabili impresa

Gli unici interventi effettuati si sono resi necessari al fine di aggiornare le istruzioni alla nuova annualità e di recepire gli interventi correttivi agli studi di settore, approvati con D.M. 23 marzo 2018, applicabili, per il periodo di imposta 2017, alle imprese minori in contabilità semplificata (vedi indicazioni successive).

Quadro T – Congiuntura economica

L’applicazione dei correttivi crisi prevede che il contribuente indichi nel quadro T dei modelli degli studi di settore relativi all’annualità 2017 alcuni dati necessari alla rimodulazione della stima dei ricavi o compensi. Con la circolare n. 14/E/2018 l’Agenzia delle entrate richiama i contenuti delle precedenti circolari per confermarne o smentirne l’applicabilità in relazione a specifici aspetti.

Dati complementari per elaborazione ISA

Per parte dei modelli degli studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2017 è previsto un apposito quadro Z – Dati complementari, con il quale vengono chieste ulteriori informazioni utili per le future attività di analisi correlate alla elaborazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale. Inoltre, per tutti gli studi di settore applicabili alle attività di impresa, è prevista una nuova sezione “Ulteriori informazioni imprese in regime di contabilità semplificata”, composta da quattro righi (da Z901 a Z904) al fine di consentire una più efficace valutazione, in fase di elaborazione degli Isa, degli effetti correlati al passaggio da un regime di competenza al regime, improntato alla “cassa”, di cui all’articolo 66, Tuir.

 

I correttivi di “cassa”

Con riferimento al periodo d’imposta 2017 la novità di maggior rilievo è certamente rappresentata dalle modifiche reddituali che hanno interessato il regime di contabilità semplificata previsto per le imprese di minori dimensioni. Infatti, le modifiche che hanno interessato sia l’articolo 66, Tuir che l’articolo 18, D.P.R. 600/1973 nella direzione di una rilevanza del criterio di cassa in favore di abbandono (ancorché parziale) del criterio della competenza economica, con conseguente irrilevanza di elementi contabili/reddituali quali le rimanenze di magazzino, hanno messo in crisi l’applicazione di taluni indicatori di normalità economica il cui funzionamento era proprio basato sui predetti elementi. Ecco quindi che con il D.M. Economia e Finanze del 23 marzo 2018 vengono previsti alcuni interventi correttivi agli studi di settore considerato che il modello di stima dei ricavi in base agli studi di settore si fonda sulla correlazione statistica di costi e ricavi ed è stato elaborato sulla base di dati contabili dichiarati per competenza; ad esempio, una delle variabili più rilevanti per stimare i ricavi delle imprese che esercitano le attività del commercio è rappresentata dal “Costo del venduto”, al cui calcolo partecipano le esistenze iniziali e le rimanenze finali di magazzino. Al fine di consentire quindi la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori in regime di contabilità semplificata, ed evitare distorsioni nella stima, è stata elaborata una metodologia, in relazione al solo periodo d’imposta 2017, che prevede degli interventi correttivi nonché la partecipazione alle stime del valore delle rimanenze finali di magazzino. La corretta applicazione degli studi di settore nei confronti di detti soggetti non risponde solo all’esigenza di operare una stima precisa dei ricavi ai fini dell’attività di controllo, ma anche a quella, altrettanto importante, di valutare in maniera corretta le imprese con riferimento all’assegnazione dei benefici premiali previsti dall’articolo 10, D.L. 201/2011, applicabili ai soggetti congrui e coerenti agli studi di settore.

 

Obbligo di rilevare le rimanenze nel modello studi

La metodologia in argomento prevede, quindi, che gli esercenti attività di impresa in regime di contabilità semplificata dichiarino nel modello degli studi di settore il valore delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali di magazzino

Lo stesso decreto approva anche modifiche a specifici studi di settore.

 

Lo studio WG68U (Trasporto di merci su strada e servizi di trasloco)

Per adeguare la soglia minima e quella massima dell’indicatore di coerenza “Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta” all’andamento dei prezzi dei carburanti il citato decreto ha stabilito che per i contribuenti che utilizzano in modo prevalente carburante acquisito da cisterne interne all’impresa o tramite consorzi o gruppi d’acquisto, il citato indicatore di coerenza economica non fornisce esiti di coerenza in relazione a valori inferiori alla soglia minima. Tale previsione trova giustificazione nel fatto che alcune imprese, acquistando carburante tramite consorzi o gruppi di acquisto, ovvero, possedendo una cisterna di proprietà, potrebbero risultare non coerenti a tale indicatore per via delle particolari e più favorevoli condizioni di costo del carburante stesso e non per comportamenti dichiarativi anomali.

Lo studio WG68U viene quindi modificato con l’introduzione del rigo D67 – “Utilizzo prevalente di carburante acquisito da cisterne interne all’impresa e/o tramite consorzi/gruppi d’acquisto (litri di carburante utilizzato maggiori del 50% del totale utilizzato nel periodo d’imposta)”, grazie al quale il contribuente, barrando la relativa casella, può segnalare l’utilizzo prevalente di carburante acquisito da cisterne interne all’impresa e/o tramite consorzi/gruppi d’acquisto, rispetto al totale utilizzato nel periodo d’imposta, e di conseguenza non applicare l’indicatore di coerenza economica “Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo di imposta”, in relazione a valori maggiori di zero e inferiori alla soglia minima.

 

I correttivi congiunturali per la crisi

Oltre ai correttivi di cassa descritti in precedenza sono approvati, per il periodo di imposta 2017 anche dei correttivi specifici per tenere conto degli effetti congiunturali della crisi economica.

Con il D.M. datato 23 aprile 2018 viene quindi approvata la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2017, che si traduce nei fatti nella elaborazione di specifici fattori correttivi che riguardano tutti i 193 studi di settore applicabili all’annualità 2017.

Le tipologie di correttivi per la crisi, approvati dal decreto, sono cinque e in particolare:

  1. 1)interventi relativi all’analisi di coerenza economica;
  2. 2)interventi relativi all’analisi di normalità economica riguardanti l’indicatore “Durata delle scorte”;
  3. 3)correttivi congiunturali di settore;
  4. 4)correttivi congiunturali territoriali;
  5. 5)correttivi congiunturali individuali.

 

L’aggiornamento della territorialità

Sempre con il D.M. 23 marzo 2018 vengono approvati per il periodo d’imposta 2017 cinque specifici indicatori territoriali proprio per tenere conto del luogo in cui viene svolta l’attività economica e dei correttivi (c.d. “cassa”) per le imprese minori in contabilità semplificata.

 

Aggiornamento della territorialità

a) la “Territorialità dei Factory Outlet Center” (F.O.C.), che modifica lo studio di settore YM05U;

b) le “Aggregazioni comunali”, a seguito delle variazioni amministrative occorse nel 2017, che modificano gli studi di settore YG44U e YK04U;

c) la “Territorialità del livello delle tariffe applicate per l’erogazione del servizio taxi”, che modifica lo studio di settore WG72A;

d) le analisi territoriali a livello comunale, a seguito della istituzione, modifica e ridenominazione di alcuni comuni nel corso dell’anno 2017;

e) le analisi territoriali a livello provinciale a seguito dell’introduzione del nuovo assetto degli enti territoriali regionali della Sardegna, nel corso dell’anno 2017

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

 

Distinti saluti

Lo Studio

 

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