STUDIO LAFFUSA

Circolare n°7 2013

Oggetto: MODELLO EAS: ENTI NON COMMERCIALI ALLA VERIFICA DELL’OBBLIGO DI RIPRESENTAZIONE

 

 

 

Con il D.L. n.225 del 29/12/10 (c.d. Milleproroghe) venne disposta la riapertura degli originari termini di presentazione del Modello Eas, scaduti al 31 dicembre 2009. Gli enti privati non commerciali di tipo associativo, quindi, che non avevano assolto all’obbligo nei termini, potevano effettuare la prima presentazione del modello entro il 31 marzo 2011 senza alcuna conseguenza.

Con la circolare n.6/E del 24/02/11, l’Agenzia delle Entrate chiarì gli effetti di tale proroga precisando che chi aveva già validamente presentato il modello Eas entro il 31/12/2009 oppure oltre tale termine ma entro la data di entrata in vigore del D.L. n.225/10, non doveva procedere in generale a un’ulteriore presentazione del modello, salvo che non si fossero verificate variazioni nei dati precedentemente comunicati tali da imporre la ripresentazione del modello.

 

Occorre preliminarmente considerare che non tutti gli enti sono soggetti all’obbligo di presentazione del modello Eas e che, per talune categorie di enti viene prevista una modalità di compilazione ultra semplificata.

La presentazione del modello Eas costituisce un adempimento “una tantum”, nel senso che lo stesso va ripresentato solamente in caso di variazione di talune informazioni fornite nel modello inviato precedentemente.

Le istruzioni alla compilazione del modello Eas affermano letteralmente che:

 

Il presente modello deve essere nuovamente presentato, in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione (in tale evenienza inserire tutti i dati richiesti nel modello, anche quelli non variati)”.

 

La comunicazione delle variazioni deve avvenire quindi entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione e pertanto, entro il prossimo 31/03/13 dovranno essere comunicate, mediante ripresentazione telematica del modello Eas, le variazioni “rilevanti” intervenute nel corso dell’esercizio sociale chiuso al 31 dicembre 2012.

È però importante evidenziare il fatto che non tutte le variazioni generano un obbligo di ripresentazione del modello Eas.

 

Le variazioni che non comportano obbligo di ripresentazione del modello

Occorre evidenziare che vi sono delle modifiche che non comportano l’obbligo di comunicazione delle variazioni e, quindi, della ripresentazione del modello Eas, in quanto ritenute “fisiologiche”.

 

In tal senso le istruzioni affermano che:

 

Non è obbligatorio presentare un nuovo modello nel caso in cui, nella sezione “Dichiarazioni del rappresentante legale”, si verifichi una variazione dei soli dati relativi agli importi di cui ai punti 20 e 21, oppure del numero e dei giorni delle manifestazioni per la raccolta di fondi di cui al punto 33, oppure dei dati di cui ai punti 23, 24, 30 e 31”.

 

Con la risoluzione n.125/E del 06 dicembre 2010, l’Agenzia Entrate ha chiarito che anche la variazione dei dati identificativi dell’ente o del suo legale rappresentante non necessitano la ripresentazione del modello Eas. Se, quindi, da un esercizio all’altro si modificano tali dati non sussiste l’obbligo di ripresentazione del modello Eas.

Andiamo ora ad individuare correttamente le ipotesi in precedenza descritte.

 

Punto 20)

Æ

attività di sponsorizzazione o pubblicità commerciale

 

 

 

Punto 21)

Æ

utilizzo di messaggi pubblicitari

 

Relativamente alle informazioni contenute nei punti 20 e 21 del modello Eas occorre fare qualche importante precisazione, in quanto le istruzioni alla compilazione individuano come situazione che non genera l’obbligo di ripresentazione del modello la sola variazione degli “importi” e non anche delle altre informazioni richieste nelle varie colonne dei predetti righi. 

Ciò significa che solo le variazioni che, da un esercizio all’altro, interessano il dato numerico non sono generatrici dell’obbligo di ripresentazione del modello, mentre permane tale obbligo per la modifica delle informazioni che potremmo definire di tipo “qualitativo”.

Si propongono di seguito alcuni esempi.

 

Caso

Ripresentazione

associazione che ha dichiarato nel primo modello Eas di aver percepito un introito di €20.000 a fronte di un’attività di sponsorizzazione e nell’esercizio successivo tale importo si modifica in €25.000

 

NO

associazione che nel primo modello Eas ha dichiarato di non aver percepito alcun provento derivante da attività di pubblicità o sponsorizzazione e nell’esercizio successivo percepisce proventi da attività di sponsorizzazione per €5.000.

 

SI

associazione che nel primo modello Eas ha comunicato di aver percepito un contributo pubblicitario in una situazione da ritenersi “occasionale” (al di là delle consuete difficoltà di discriminare tra abitualità e occasionalità, va evidenziato che tale ultima situazione determina il mancato assoggettamento ad Iva di tali somme) e nell’esercizio successivo percepisce proventi da un’attività di sponsorizzazione ritenuta “abituale”

 

 

SI

 

Le medesime considerazioni valgono con riferimento alle variazioni intervenute nei dati quantitativi da indicare al punto 21.

 

Punto 33)

Æ

organizzazione di manifestazioni per la raccolta fondi

 

Anche in relazione alle informazioni da evidenziare nel punto 33) occorre tenere in debita considerazione quanto affermato nelle istruzioni, che richiedono la ripresentazione del modello Eas solo nei casi di modifica delle informazioni qualitative da un esercizio all’altro.

Al contrario, la modifica del numero e della durata delle manifestazioni organizzate dall’ente di tipo associativo non determina alcun obbligo di comunicare tali variazioni. 

Con la circolare n.45/E del 29 ottobre 2009 l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente precisato – con una interpretazione piuttosto “bizzarra” - che in presenza di più manifestazioni, nel rigo 33) non si deve indicare la somma dei giorni di tutte le manifestazioni svolte bensì “occorre indicare il numero di giorni della manifestazione che è durata più a lungo”. A seguito di tale chiarimento non è stato precisato se nella casella riferita al numero degli eventi vadano indicati tutti quelli svolti nel corso dell’esercizio. Se così è, le due caselle (numero e giorni) non hanno alcun tipo di collegamento. 

Si propongono di seguito alcuni esempi.

 

Caso

Ripresentazione

associazione che ha dichiarato nel primo modello Eas di organizzare un’unica manifestazione della durata di tre giorni e nell’esercizio successivo ha organizzato la medesima manifestazione di uguale durata (è irrilevante il fatto che nei due eventi siano state incassate somme differenti)

NO

associazione che ha dichiarato nel primo modello Eas di organizzare un’unica manifestazione della durata di tre giorni e nell’esercizio successivo organizza due manifestazioni della durata di due giorni ciascuna

NO

associazione che ha dichiarato nel primo modello Eas di non organizzare attività di raccolta fondi e nell’esercizio successivo organizza una manifestazione a tale scopo

SI

 

Punto 23) e 24)

Æ

entrate e dimensioni dell’ente di tipo associativo

 

Le variazioni intervenute nei punti 23) e 24) del modello non sono rilevanti ai fini dell’obbligo di ripresentazione del modello Eas.

Si tratta, con evidenza, di dati quantitativi che necessariamente si modificano da un esercizio all’altro e che avrebbero comportato, di conseguenza, per comunicare le variazioni, la sistematica ripresentazione del modello Eas per comunicare tali variazioni.

 

Punto 30) e 31)

Æ

erogazioni liberali e contributi pubblici

 

Anche con riferimento ai dati quantitativi contenuti nei punti 30) e 31), nessuna rilevanza assumono le variazioni intervenute da un esercizio all’altro ai fini dell’obbligo di ripresentazione del modello Eas.

 

Ad esclusione delle predette situazioni, pertanto, le variazioni intervenute in un qualunque altro dei dati indicati nel primo modello Eas comportano l’obbligo di ripresentazione dello stesso.

 

La presentazione del modello per perdita dei requisiti

Infine, nei casi in cui l’ente verifichi il venir meno dei requisiti che gli consentono di godere delle agevolazioni fiscali, deve presentare il modello entro sessanta giorni dal giorno in cui tale perdita si verifica, compilando l’apposita sezione del modello denominata “Perdita dei requisiti”.

 

PERDITA

DEI REQUISITI

Il sottoscritto dichiara di non essere più in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria richiamati dall’art.30 del D.L. n.185 del 2008

 

 

 

 

 

 

 

Decorrenza

giorno

mese

anno

 

 

In vista della prossima scadenza del 31 marzo 2013 (che slitta al 2 aprile, primo giorno lavorativo successivo) si invitano gli enti interessati a comunicare le variazioni rilevanti al fine di poter procedere all’adempimento telematico nei termini ordinari.

 

 

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

Lo Studio

 

 

 

Bologna 14/03/2013

 

 

documento originale

 

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